
Si pensa che in epoca preistorica ci siano stati, nella zona che oggi è territorio di Calangianus, vari luoghi abitati. La presenza dell’uomo, nell’età pre-nuragica, risale circa al 2.000 a.c., ovvero all’età del rame.
I primi documenti che attestano l’effettiva esistenza di Calangianus risalgono comunque al 1162, si tratta di alcuni testi medioevali nei quali si fa riferimento a CALEGNANO.
Notizie decisamente più concrete giungono intorno al 1320, quando su alcuni documenti aragonesi si trova un trattato fiscale redatto dai pisani, nel quale si parla di “VILLA CALANJANUS DE GEMINIS JOSSO”. Si ipotizza che il villaggio ai tempi ospitasse circa cinquanta persone.
Qualche decennio dopo anche Calangianus deve piegarsi alla triste morsa che attanaglia tutti i centri della Gallura, e in questo buio periodo non mancano povertà e stenti. In breve tempo comunque il centro gallurese si riprende, diventando da ultimo il secondo centro della Gallura per numero di abitanti.
Successivamente si assiste ad una progressiva crescita del centro e con essa si assiste alla nascita di chiese e conventi, inequivocabile segno di ricchezza della comunità. Oltre alla costruzione di chiese all’interno del centro alcune vengono edificate anche nelle campagne circostanti. Intanto, circa a metà del 1700 viene consacrata la chiesa parrocchiale e la crescita del numero di abitanti si fa ora apprezzabile. Le principali attività produttive sono sempre state per Calangianus la pastorizia e la coltivazione, che rendevano piuttosto bene alla gente del posto. Ma agli inizi del 1800 accade qualcosa che cambierà fortemente la sorte di Calangianus. Alcuni speculatori francesi si stabiliscono nel centro gallurese e iniziano un’attività di estrazione e lavorazione del sughero. Questa produzione divenne ben presto un’attività molto redditizia, tanto che lentamente buona parte della popolazione si dedicò a tale settore.
Oggi Calangianus vanta un’economia forte e solida, tanto da entrare a far parte nel 1987 nei “100 COMUNI DELLA PICCOLA GRANDE ITALIA”.
Paese molto attivo industrialmente ed artigianalmente, offre diversi esempi di manufatti in sughero, frutto della rielaborazione moderna degli oggetti d’uso comune. Il territorio è ricco di resti archeologici concentrati soprattutto nelle pendici o nelle sommità delle cime minori del monte Limbara. Meritano una visita il nuraghe Monti di Deu,il nuraghe Agnu, la fonte nuragica di “Li Paladini”e la tomba di giganti “Pascaredda”. Sono presenti anche i resti di una strada romana in località Lu Casteddu ed una Domus de Janas a S. Salvatore di Nulvara. Nel centro il vecchio convento e la chiesetta di S. Anna. Tra le chiese campestri, particolarmente venerata la Madonna della Grazia.
I primi documenti che attestano l’effettiva esistenza di Calangianus risalgono comunque al 1162, si tratta di alcuni testi medioevali nei quali si fa riferimento a CALEGNANO.
Notizie decisamente più concrete giungono intorno al 1320, quando su alcuni documenti aragonesi si trova un trattato fiscale redatto dai pisani, nel quale si parla di “VILLA CALANJANUS DE GEMINIS JOSSO”. Si ipotizza che il villaggio ai tempi ospitasse circa cinquanta persone.
Qualche decennio dopo anche Calangianus deve piegarsi alla triste morsa che attanaglia tutti i centri della Gallura, e in questo buio periodo non mancano povertà e stenti. In breve tempo comunque il centro gallurese si riprende, diventando da ultimo il secondo centro della Gallura per numero di abitanti.
Successivamente si assiste ad una progressiva crescita del centro e con essa si assiste alla nascita di chiese e conventi, inequivocabile segno di ricchezza della comunità. Oltre alla costruzione di chiese all’interno del centro alcune vengono edificate anche nelle campagne circostanti. Intanto, circa a metà del 1700 viene consacrata la chiesa parrocchiale e la crescita del numero di abitanti si fa ora apprezzabile. Le principali attività produttive sono sempre state per Calangianus la pastorizia e la coltivazione, che rendevano piuttosto bene alla gente del posto. Ma agli inizi del 1800 accade qualcosa che cambierà fortemente la sorte di Calangianus. Alcuni speculatori francesi si stabiliscono nel centro gallurese e iniziano un’attività di estrazione e lavorazione del sughero. Questa produzione divenne ben presto un’attività molto redditizia, tanto che lentamente buona parte della popolazione si dedicò a tale settore.
Oggi Calangianus vanta un’economia forte e solida, tanto da entrare a far parte nel 1987 nei “100 COMUNI DELLA PICCOLA GRANDE ITALIA”.
Paese molto attivo industrialmente ed artigianalmente, offre diversi esempi di manufatti in sughero, frutto della rielaborazione moderna degli oggetti d’uso comune. Il territorio è ricco di resti archeologici concentrati soprattutto nelle pendici o nelle sommità delle cime minori del monte Limbara. Meritano una visita il nuraghe Monti di Deu,il nuraghe Agnu, la fonte nuragica di “Li Paladini”e la tomba di giganti “Pascaredda”. Sono presenti anche i resti di una strada romana in località Lu Casteddu ed una Domus de Janas a S. Salvatore di Nulvara. Nel centro il vecchio convento e la chiesetta di S. Anna. Tra le chiese campestri, particolarmente venerata la Madonna della Grazia.
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In questo spazio ospiteremo personaggi della vita e della cultura gallurese, cercando di valorizzare le loro opere e le loro attività. Siamo certi che sarà un occasione, sia per i "galluresi" che per gli ospiti, di conoscere un ulteriore lato della nostra terra. 



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