
Le prime tracce documentate dell’esistenza di Bortigiadas risalgono al 1342, quando il villaggio viene citato sotto il nome di ORTICLADA in un documento fiscale. Tale documento, insieme ad altri dello stesso periodo, indica che Bortigiadas faceva parte della diocesi di CIVITA, l’odierna Olbia.
In alcuni documenti aragonesi il nome del centro gallurese risulta invece essere diverso, anche se è difficile affermare con certezza se questo fosse GORTIGLATA o GORTICLACA. Da questi documenti si può comunque evincere che l’abitato faceva parte della curatoria GEMINIS, della quale facevano parte anche Tempio Pausania, Luras, Aggius, Calangianus e Luras e di cui era uno dei centri più importanti per numero di abitanti.
Dopo altri due secoli si ritrovano nuove notizie del centro in un testo del tempo, in cui si ha la conferma dell’appartenenza di Bortigiadas alla diocesi di Civita che risultava ormai essere unita con quella di Ampurias e aveva sede nell’odierna Castelsardo che a quei tempi prendeva il nome di Castellaragonese.
A quei tempi il centro veniva chiamato Bortigiada, quindi molto simile al nome attuale. Il nome con cui oggi conosciamo il centro gallurese comparve per la prima volta nel 1779, in un documento spagnolo tuttora conservato nel museo della corona in Spagna.
Oggi Bortigiadas conta circa 1.000 abitanti e la sua economia si basa principalmente sulla produzione agricola e allevamenti ovini.
Paese caratteristico, abbarbicato alle pendici della collina, offre un’immagine ormai abbastanza rara del tipico borgo gallurese. Abitato già in epoca preistorica, come testimoniano la presenza di alcune Domus de Janas nella zona di Tisiennari, la tomba dei giganti di S. Pancrazio ed il nuraghe omonimo, era probabilmente un centro di discreta importanza nel medioevo, quando, a quanto si desume dalle registrazioni delle imposte pagate, versava un contributo superiore ad altri centri limitrofi.
Si consiglia la visita al Museo Mineralogico, uno dei più forniti della Sardegna.
In alcuni documenti aragonesi il nome del centro gallurese risulta invece essere diverso, anche se è difficile affermare con certezza se questo fosse GORTIGLATA o GORTICLACA. Da questi documenti si può comunque evincere che l’abitato faceva parte della curatoria GEMINIS, della quale facevano parte anche Tempio Pausania, Luras, Aggius, Calangianus e Luras e di cui era uno dei centri più importanti per numero di abitanti.
Dopo altri due secoli si ritrovano nuove notizie del centro in un testo del tempo, in cui si ha la conferma dell’appartenenza di Bortigiadas alla diocesi di Civita che risultava ormai essere unita con quella di Ampurias e aveva sede nell’odierna Castelsardo che a quei tempi prendeva il nome di Castellaragonese.
A quei tempi il centro veniva chiamato Bortigiada, quindi molto simile al nome attuale. Il nome con cui oggi conosciamo il centro gallurese comparve per la prima volta nel 1779, in un documento spagnolo tuttora conservato nel museo della corona in Spagna.
Oggi Bortigiadas conta circa 1.000 abitanti e la sua economia si basa principalmente sulla produzione agricola e allevamenti ovini.
Paese caratteristico, abbarbicato alle pendici della collina, offre un’immagine ormai abbastanza rara del tipico borgo gallurese. Abitato già in epoca preistorica, come testimoniano la presenza di alcune Domus de Janas nella zona di Tisiennari, la tomba dei giganti di S. Pancrazio ed il nuraghe omonimo, era probabilmente un centro di discreta importanza nel medioevo, quando, a quanto si desume dalle registrazioni delle imposte pagate, versava un contributo superiore ad altri centri limitrofi.
Si consiglia la visita al Museo Mineralogico, uno dei più forniti della Sardegna.
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In questo spazio ospiteremo personaggi della vita e della cultura gallurese, cercando di valorizzare le loro opere e le loro attività. Siamo certi che sarà un occasione, sia per i "galluresi" che per gli ospiti, di conoscere un ulteriore lato della nostra terra. 



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